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9月8日 Le tre cause fondamentali per l'insoddisfazione e l'infelicitàIl Dharma,dottrina del Buddha, è descrittivo, non prescrittivo. Non ci dice come dovremmo essere; ci rivela come sono le cose in realtà. Secondo questa concezione illuminata , esistono tre cause fondamentali per l'insoddisfazione e l'infelicità. Si chiamano Tre veleni o Tre fuochi. Sono stati mentali tormentosi che talvolta vengono identificati con sentimenti negativi o conflittuali, e in sanscrito si chiamano kesha, cioè passioni insane. Primo veleno: ignoranza della verità Se dico che tu e io siamo ignoranti, quasi di sicuro sembrerò dogmatico e repressivo come un predicatore vecchio stile, abituato a minacciarci di essere eternamente dannati. Nel buddhismo il concetto di ignoranza si riferisce al problema antichissimo dell'illusione e della confusione. Fino a quando non raggiungiamo l'illuminazione, ignoriamo tutti, almeno in parte, la verità e non abbiamo il senso della realtà. Non percepiamo direttamente la verità delle cose come sono davvero, senza distorsioni o illusioni. Ci ostiniamo invece a vedere le cose come ci piacerebbe che fossero. Ci raccontiamo delle favole e viviamo nelle nostre fantasie. Secondo Veleno: attacamento A chi o a che cosa sei più attaccato? A una persona? A un oggetto? A un atteggiamento o a un modello di comportamento? Sei attaccato a qualche abitudine, a qualche modo di fare ripetitivo o addirittura compulsivo? Sei attaccato al denaro? Sei attaccato alla tua posizione sociale? Che ne dici dell'ambizione? Spesso gli attaccamenti hanno il sopravvento sulla nostra vita. E' come se fossimo posseduti da ciò che possediamo. Vogliamo il successo a tal punto da rinunciare alla vita reale; vogliamo le cose belle a tal punto da vedere solo le imperfazioni in ciò che abbiamo; ci attacchiamo cisì tanto agli altri che cerchiamo di dominarli o di possederli; ci attacchiamo così tanto a qualcosa o a qualcuno che ne diveniamo totalmente dipendenti, e ci dimentichiamo chi siamo. Inoltre il Dherma insegna che esistono due sottogruppi velenosi dell'attacccamento: orgoglio e gelosia. Siamo talmente "attaccati" ai nostri averei e ai nostri successi che essi diventano folte di orgoglio. L'orgoglio fa sì che definiamo noi stessi per mezzo dei nostri attaccamenti. Chi sono io? "Sono il presidente della società"; "Sono uno specialista di scienze umane"; "Sono la moglie del medico"; "Sono il miglior giocatore di baseball dell'isolato". L'orgoglio contribuisce ampiamente a rendere rigido il carattere: ci fissa al nostro posto, avvinghiandoci e intrappolandoci, mortificando il nostro flusso vitale di autenticità e di spirito. La gelosia, come l'orgoglio, è una componende della visione dualistica del mondo. "Lei ha qualcosa di più o di diverso da me. Voglio quella cosa". Oppure: "Sta cercando di portarmi via qualcosa. Non permetterò che ci riesca." Aggrapparsi all'orgoglio e alla gelosia è una manifestazione di attaccamento all'ego. Purificarsi dall'orgoglio e dalla gelosia è essenziale per risolvere, attenuare la nostra visione sbagliata della realtà, incentrata sull'ego, per portare armonia e riconciliazione nella nostra vita. Gli attaccamenti spesso esprimono le nostre compulsioni. Non fate confusione: quando parliamo di "attaccamento" come "veleno" incontrollato o "fuoco", non facciamo riferimento all'accettazione autentica e all'amore, che è altruista e libero da condizionamenti. Terzo veleno: avversione Avversione è una parola che significa antipatia. La ragazza di Giovanni lo ha lasciato per un suo caro amico:lui li detesta davvero entrambi. Il padrone di casa di Nicola continua ad aumentargli l'affitto: Nicola detesta sul serio gli avidi. Molto spesso l'avversione, l'antipatia, deriva dai nostri comportamenti frustranti. Maria è ansiosa e insicura quando è sola; odia sentirsi così. Ci contraria non ottenere quello che vogliamo; ci contraiano le esperienze sgradevoli. Quando l'antipatia aumenta, spesso si trasforma in collera, odio, ostilità. Di solito i tre veleni operano insieme per creare dolore: dal momento che ignoriamo la verità, pensiamo di poter essere felici appagando il nostro attaccamento verso una persona,un luogo, un pensiero, un sentimento. Veniamo inevitabilmente delusi, e di conseguenza nascono l'avversione, l'antipatia, o addirittura l'odio. Questo tragico ciclo si compie in moltissimi modi, dal più banale al più distruttivo. Quando vai al supermercato con l'idea di acquistare un chilo di pesche mature ma trovi soltanto pesche acerbe, e perciò sei visibilmente contrariato, stai lasciando che i tre veleni continuino a perpetuare cicli negativi nella tua vita. I semplici litigi fra innamorati e le colluttazioni fisiche più violente sono la manifestazione di questo ciclo, come anche le scaramucce di confine e le lotte armate fra nazioni. Penso che sarebbe utile aggiungere a questo frustrante gruppo di klesha un altro ingrediente o "veleno": la resistenza a cambiare. Come sanno bene gli psicologi (e i medici), abbiamo tutti la tendenza a resistere al cambiamento, soprattutto nei settori in cui abbiamo più bisogno di trasformazione. Freud ha spiegato in modo molto articolato che la resistenza al cambiamento in meglio è uno dei tratti distintivi della nevrosi. il fatto è che tutti tendiamo ad aggrapparci alle nostre abitudini negative e a schemi di comportamento irrigiditi. Continuiamo a tornare sui nostri passi; continuiamo a seguire gli stessi circoli viziosi. Non usciamo dai binari, dalle nostre aree di ristoro, anche quando non sono soddisfacenti. 引用通告此內容的引用通告是: http://shoutgraphicstudio.spaces.live.com/blog/cns!1CD2787FDAD910BE!167.trak 引述這則內容的部落格
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