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July 14 E' una ruota che gira.
Mai come in questo periodo avrei voluto scrivere io quanto segue, invece lo ha scritto Mazzoli, un grande di radio 105, Lo zoo di 105
Sarà capitato anche a voi di subire un'ingiustizia da parte di una persona di cui vi fidavate??? Beh, io ne ho incontrate parecchie nella mia vita: Persone che si spacciavano per veri amici e alla prima possibilità me lo hanno troncato nel culo, altre che dicevano di amarmi e al primo problema mi hanno mollato nella merda senza una spiegazione e via sms(dimostrando di essere senza palle), altri che ti frequentano solo per poter far parte il tuo ambiente lavorativo, altri per comodità,ecc, ecc. Ma sapete qual'è la novità??? Che queste persone la pagano...e molto cara!! SENTITE QUESTA: A nessun uomo viene data la sua qualità umana pronta all'uso. Egli deve costruirsela da sè.Questa è al tempo stesso, una benedizione e una sventura. E' una benedizione perchè egli è libero di creare se stesso, è una sventura perchè esiste sempre la possibilità di morire senza mai essere diventato uomo. Osho Rajneesh Io ho un carattere del cazzo, credo di avere sempre ragione e in alcuni casi sono pesante come un pittbull appeso alle palle, ma penso di essere fondamentalmente buono e non ho mai fatto del male a qualcuno volutamente...mai!!! Non capisco come certe persone possano agire con tanta cattiveria e senza rimorsi, non capisco come ci possano essere persone così piccole da ferire una persona e auto convincersi di essere dalla parte della ragione pur di non dover chiedere scusa. Chiedere scusa è così facile...e così liberatorio!! Dico che esiste una giustizia terrena, perchè in questo periodo vedo alcune persone che mi hanno ferito pesantemente che barcollano nel nulla...che vagano senza mai concludere un cazzo e mi fanno tristezza...e penso: "Qualcuno in questo cazzo di mondo gli farà provare quello che mi hanno fatto provare loro?? "...Si, la vita stessa!!! E' una ruota che gira...e gira per tutti!! Notte gente Mazzoli January 16 I PRIMI TRENT'ANNIHo quasi trent'anni ed è ora di fare un resoconto: Tralasciamo i primi venti che credo siano stati colmi di gioia ma anche di alcune sofferenze immerse nell'inconsapevolezza infantile ed adolescenziale, come tutti. L'ultimo mio decennio è stato caratterizzato da mutazioni, continue rinunce e conquiste, sia sul lato professionale che personale, che mi hanno portato a fare scelte molto in contrasto con il comune senso del pensare: dall'impegno verso l'ambiente alla scelta di una alimentazione vegetariana. Continuo a fare queste scelte a mio parere etiche avvicinandomi alla filosofia buddhista anche se sono convinto che per arrivare agli stessi traguardi sia possibile intraprendere molteplici strade. La mia è questa: un occhio di riguardo all'ambiente, al rispetto verso le persone e verso tutti gli esseri viventi. Quando si fa qualcosa al di fuori del "cerchio comune" si è spesso criticati dai soliti ipocriti che sembrano il prototipo umano del famoso Sapientino della Clementoni: sanno tutto loro, tante chiacchiere e niente fatti, sono sempre pronti a criticarti, a dire il contrario di quanto tu affermi, senza avere concetti validi per affrontare l'argomento. Un amico poco tempo fa mi ha detto: "Non mangi più carne? ma la devi mangiare, non puoi togliere la carne dalla tua dieta". L'unica cosa che sapeva dire era questa, quando gli ho chiesto su quali fondamenta fosse costruita la sua teoria non ho avuto nessuna risposta, solo che la carne va mangiata. Perché non uscire da quell’ ignorare che per vivere meglio non bisogna per forza credere alle pubblicità che esaltano e falsano spesso i prodotti ed agli innumerevoli luoghi comuni? Perché non documentarsi, sempre, per ogni cosa preziosa a noi stessi e quindi avere sempre le prove inconfutabili di quello che si sostiene? Posso avere idee ferree contro il fumo, contro l'inquinamento e contro tantissime altre cose dannose a noi stessi da passare a volte per illuso. Le persone che pensano che buttare carte e lattine per terra, fumare, mangiare carne, inquinare, fare abuso di droghe e alcool sia una cosa normale spesso sono orgogliose di aver capito come va il mondo. Sono d’accordo! tante persone hanno proprio capito come gira il mondo e si comportano proprio come il mondo sta andando....ma non bisogna capire e seguire il mondo come va, bisognerebbe capire come il mondo DOVREBBE andare. Di certo non così. So benissimo che io da solo non cambierò molto, ma rispettatemi. Lasciatemi libero di scegliere la mia illusione e in grado di fare le mie scelte come smettere di fumare, eliminare la carne dalla mia dieta, avvicinarmi al buddhismo, tenere in macchina le cartacce e bottiglie di plastica invece di scaraventarle fuori dal finestrino, ecc. Almeno io credo di fare qualcosa, anche se di piccolo, ma è pur sempre una grande soddisfazione. Penso ci siano tre categorie di persone: - Quelle che sono vittime di informazioni sbagliate e fanno delle loro abitudini uno sbaglio inconsapevole. Forse non è tutta colpa loro. -Quelle che sanno come dovrebbe andare il mondo, ma se ne fregano e fanno tutto quello che fa la gente che crede di sapere come va ora il mondo senza fare nulla per cambiarlo. -Quelle che fanno anche il minimo per cambiare le cose… ma qualcosa fanno. Tutto sommato in questi dieci anni ho fatto il contrario di tanta gente, sono stato molto criticato da persone ipocrite dalla mente spenta, ma sono strafelice delle mie scelte, delle sfide che ho accettato e della decisione di avere comportamenti etici verso me stesso e gli altri. Ci sentiamo tra altri trent'anni con un'altra riflessione personale. :-)))) December 25 LA MEMORIA, LE EMOZIONI DEL PASSATO CI INSEGNANOBuon Natale a tutti. A Natale si è tutti più buoni, diamoci da fare!!!
Ricordo un bel Natale , uno dei piu' belli, quando mio padre lavorava a Varese e il week end percorreva 250 km per tornare a casa da noi. Avevo 8 anni e ricordo benissimo che quella notte nevicava e attendevo con ansia l'arrivo di mio padre per abbracciarlo prima e subito dopo chiedergli: "e il regalo dov'è?". Aveva sempre un regalo per me. Quell'anno era la Ferrari testa rossa radiocomandata Nikko. La mia prima auto.:-) anzi, no, la mia prima auto era sempre una ferrari a pedali quando avevo 4 anni ed abitavo a Varese, ma me l'hanno "sequestrata" dopo aver imboccato la discesa verso il garage e preso in pieno la saracinesca che era aperta a metà.
Comunque quel Natale, proprio quello, lo ricordo con grande nitidezza. Ricordo odori e sensazioni, la neve che cadeva fuori dalla finestra, l' albero addobbato, l'attesa di mio padre col regalo.
Quanti ricordi si potranno immagazzinare nella nostra testa? i più belli e vividi sono quelli dai 4 ai 18 anni e penso proprio che la distrazione caotica abbia offuscato e camuffato di tristi ricordi o inutili quelli successivi alla maggiore età. Eh si, si era molto più spensierati in quella età dove l'unico vero problema era procurarsi 3000 lire per il pieno del Ciao con miscela al 2% e risparmiare i soldi per:
puleggia media dentata 25000 lire
soffietti per i freni 12000 lire
chiave di accensione da mettere sul fanale 15000 lire
Marmitta Giannelli Record con valvola 80000 lire
Cavalletto laterale 25000 lire.
Prezzi tondi, senza ancora furbate economiche col solito mettere 99,9.
Era anche il tempo dei paninari, del vestiario griffato di gruppo, e del gergo nato a Milano come: sfitinzia, spararsi un panozzo, troppo giusto, gallo, cuccare ecc. Persone e compagnie che per essere paninari d.o.c. dovevano avere genitori dal reddito generoso. Le marche del paninaro per eccellenza erano:
Moncler, timberland, burlinton, best company, el charro, americanino,uniform(vi ricordate la "U" con tanto di birillo e palla da bowling attaccata alla tasca dei pantaloni; per non parlare delle enormi fibie el charro?). tipiche marche americane che potevano essere amalgamate con Armani, Coveri, Trussardi, ecc.
Io ho cominciato ad essere circondato da amici pseudo paninari proprio quando il fenomeno stava scomparendo. A 12-13 anni ci si confrontava spesso e ci si atteggiava di quello che si possedeva e altri non avevano, tanto da costringere i genitori a fare gli straordinari per comprare un paio di scarpe griffate. Ma le mode passano fortunatamente.
Quanto amavo già da allora la pirateria e la contraffazione. Dupilicazioni di cassette audio col nostalgico premere di play e rec contemporaneamente, il mio tocco perfetto nel riprodurre su cuoio col pirografo il logo della timberland, el charro e sisley. :-)
Torniamo alla spesieratezza di quei tempi, oltre al raccimolare soldi durante la settimana per modifiche al motorino e coca + pizza o cinema al sabato sera con amici e morosa, cosa si poteva mai chiedere di più? Ci si accontentava di poco. Pensandoci bene ci si occontentava di pochissimo per divertirsi.
Le prime grandi emozioni, la prima ragazza, il primo bacio, la prima volta, lo sperimentare naturale.
Ma poi si cambia, e nel mio caso tutto è diminuito di magia, di importanza, di potere mnemonico. La vita si trasforma, gli amici cambiano, le responsabilità crescono assieme a noi, il divertimento si cerca sempre più sofisticato.Prima provi a fumare una sigaretta che "fa figo", poi una canna che "fa vissuto" (mi riferisco alle mie esperienze da 15 enne), poi arrivano pure le persone che ti invitano a provare un po' di eroina in vena. Cazzo, nella mia adolescenza sono stato tante volte coglione, ma in quella occasione sono stato davvero un grande ad allontanarmi da certi soggetti di cui uno subito la settimana dopo è morto di overdose a 18 anni.
Si sceglie e si cresce ogni giorno e ci si ritrova adulti dove la vita quotidiana di 24 ore caotica e stressante non basta più a memorizzare le sane emozioni.
Nel mio caso, con un pò di rassegnazione adulta, ogni tanto torno ragazzino nei ricordi e sorrido. Ero un bel tipo, con le solite tipine che mi stavano dietro, col sorriso da furbetto e pure gradasso.
Vabbè. amen!!!
Ora ci aspettano tante altre meraviglie da cercare e cogliere a cui dedicare un posto d'onore nella nostra memoria.
Dei ricordi si ride e si piange ma decisamente si impara a leggere gli sbagli e il coreggio per cambiare.
A volte vorrei non avere una buona memoria, ma invece basterebbe far tesoro dei bei ricordi e dare indifferenza a quelli angoscianti.
Fermatevi un attimo, ricordate chi siete stati, usate odori per proiettarvi nel passato ( il sapone di marsiglia vi fa andar ben indietro nel tempo come fa con me? ) rilassatevi un istante, cambiate i comportamenti che ricordate dannosi e dato che è Natale magari ricordatevi pure di essere più buoni.:-)))
Buon Natale
SImone
November 05 Ai falsi AMICINon concepisco minimamente i falsi amici, quelli che quando li vedi in giro, pur di non salutarti fan finta di nulla, si voltano all'ultimo momento. Ma tesori belli, se vi sono antipatico ditelo con chiarezza, almeno mi comporto di conseguenza o cerco di capirne il perchè . Ma invece no, continuate a salutare col sorriso finto solo quando è ovvio che mi accorgo che mi state guardando e simulare uno sguardo smarrito sarebbe palese... magari poi sparlate pure alle mie spalle, complimentoni ragazzi, avete capito tutto!!!. La cosa che mi da più fastidio è che quando avete bisogno di me sembra quasi che vi abbia donato cuore e polmoni da tanta gioia ipocrita che c'e' in voi. Che gentaglia!!!! Se qualcosa è cambiato nella nostra amicizia,beh...un vero amico ne parla direttamente all'interessato. Questo è quello che vorrei. E non mi venite a dire che è normale se non ci si vede da tanto tempo perchè non ci sarebbero argomenti da trattare con la stessa confidenza; mi riferisco ad un semplice e sincero saluto, non il solito monologo successivo con pause imbarazzanti come stai? che fai?emm.....ok, devo andare,scusa, ecc. Se non si è notato negli ultimi post, io do estremo valore all'amicizia. C'e' l'amicizia che ti fa ridere, che ti diverte, quella che ti ascolta, quella che fa di tutto per te, quella che non ha imbarazzo a dirti che ti vuole bene, quella che ti insegna a vivere, quella che ti da coraggio, quella che ti consiglia... GLI AMICI LI VOGLIO SINCERI. October 27 Ai veri AMICILo sapete, me lo leggete sempre in viso, quando non proprio sincero è il mio sorriso! Sono un ragazzo strano Urlar non riesco e parlo piano. A volte matto di gioia e pure il contrario, triste e scontroso, con nubi nere attorno, chiuso e pensieroso. Rallentate quello che di me è più brutto. Della vita fresca e nuova voglio cogliere ora il frutto, la primizia che porto da sempre nel cuore, in ogni parola sguardo od umore. Se davvero siete miei amici coloratami con solide vernici! Vi prego ricordatemi chi vi dico di voler sempre essere: chi del buon senso e dell'amore al mondo la tela vuol tessere.
Ceoloni Simone September 09 FINO A CHE CI SEI DENTRO NON TE NE RENDI CONTOQuesto blog sta diventado un po' troppo serio, non credete? :-) Vorrei condividere con voi il mio punto di vista sui problemi di ogni giorno: quando ci sei troppo dentro non te ne rendi conto! Cosa vuol dire? Vuol dire che spesso le situazioni problematiche viste da un punto di vista esterno vengono meglio valutate e ci si rende conto di quanto si ingigantisca la cosa vista dall'interno. Capita di vedere coppie di innamorati accaniti nel litigare per cose futili e noi amici analizzando i loro discorsi vediamo che sono solo cose che non vale nemmeno la pena discuterne. Credo sia così per tantissime situazioni. Troppo all'interno di un problema ci si rimbalza addosso senza avere chiare le soluzioni o comunque ne abbiamo una visione con "lente d'ingrandimento". Paragone serio: Costruita per l’esposizione universale e per la commemorazione del centenario della Rivoluzione Francese, la Torre Eiffel con in cima la bandiera francese, fu inaugurata il 31 marzo 1889. Nonostante le critiche e le contestazioni dei parigini e degli intellettuali francesi che accompagnarono la sua costruzione, la struttura metallica rappresenta oggi il simbolo di Parigi. Uno di questi contestatori intellettuali fece proprio una vera e propria guerra personale per riuscire a far togliere quello che per lui era solo un ammasso di metallo anti estetico.Mandò lettere al sindaco, raccolse firme, tutto ovviamente invano. Era ogni volta costretto a vedere quella cosa per lui così orrenda ogni giorno uscito di casa. Quest'uomo aveva però un'abitudine abbastanza contrastante ai suoi ideali: ogni mattina andava a fare colazione nel ristorante sulla torre Eiffel. Alla domanda "perchè se lei fa di tutto per cancellare da Parigi questa torre, allora viene ogni giorno a far colazione proprio qui?". Lui semplicemente rispose: " perchè essendoci dentro è l'unico punto della città dove non la vedo". Paragone alternativo nato da una mia grande intuizione: Durante la giornata dobbiamo saper apprezzare molte abitudini e gesti quotidiani; tra questi io credo che siano di grande beatitudine se vissuti appieno: mangiare, dormire, fare l'amore e.... fare la cacca. Analizziamo quest'ultima (non nel senso di ispezionarla :-))))): quando ognuno di noi entra nel bagno facendo svariate cose tra cui anche la cacca, crea attorno a se la propria intimità invalicabile. Nel compiere questo gesto eroico molti di noi sentono un benessere di liberazione, viene quasi voglia di sorridere. Quanto è bello fare la cacca. Arriviamo al dunque: la facciamo tutti, dopo di che, finito lo sforzo culturale ci si igenizza, si tira l'acqua purificatrice e ci si sistema i vestiti. Poi magari si rimane a guardarci un po' allo specchio, ci si lava mani e viso..insomma ognuno fa ciò che deve fare, ecco! Capita però che dobbiamo uscire un attimo dal bagno, magari per prendere dei vestiti o altro in camera nostra. Appenta torniamo dentro al bagno ecco lo strano fenomeno, un odore assurdo ci pervade. morale: fino a che c' eri dentro non te ne rendevi conto. Un abbraccio a tutti vuoi che venite a visitare il mio blog. Dolce giornata! Simone September 08 I PRIMI TRENT'ANNIHo quasi trent'anni ed è ora di fare un resoconto: Tralasciamo i primi venti che credo siano stati colmi di gioia ma anche di alcune sofferenze immerse nell'inconsapevolezza infantile ed adolescenziale, come tutti. L'ultimo mio decennio è stato caratterizzato da mutazioni, continue rinunce e conquiste, sia sul lato professionale che personale, che mi hanno portato a fare scelte molto in contrasto con il comune senso del pensare: dall'impegno verso l'ambiente alla scelta di una alimentazione vegetariana. Continuo a fare queste scelte a mio parere etiche avvicinandomi alla filosofia buddhista anche se sono convinto che per arrivare agli stessi traguardi sia possibile intraprendere molteplici strade. La mia è questa: un occhio di riguardo all'ambiente, al rispetto verso le persone e verso tutti gli esseri viventi. Quando si fa qualcosa al di fuori del "cerchio comune" si è spesso criticati dai soliti ipocriti che sembrano il prototipo umano del famoso Sapientino della Clementoni: sanno tutto loro, tante chiacchiere e niente fatti, sono sempre pronti a criticarti, a dire il contrario di quanto tu affermi, senza avere concetti validi per affrontare l'argomento. Un amico poco tempo fa mi ha detto: "Non mangi più carne? ma la devi mangiare, non puoi togliere la carne dalla tua dieta". L'unica cosa che sapeva dire era questa, quando gli ho chiesto su quali fondamenta fosse costruita la sua teoria non ho avuto nessuna risposta, solo che la carne va mangiata. Perché non uscire da quell’ ignorare che per vivere meglio non bisogna per forza credere alle pubblicità che esaltano e falsano spesso i prodotti ed agli innumerevoli luoghi comuni? Perché non documentarsi, sempre, per ogni cosa preziosa a noi stessi e quindi avere sempre le prove inconfutabili di quello che si sostiene? Posso avere idee ferree contro il fumo, contro l'inquinamento e contro tantissime altre cose dannose a noi stessi da passare a volte per illuso. Le persone che pensano che buttare carte e lattine per terra, fumare, mangiare carne, inquinare, fare abuso di droghe e alcool sia una cosa normale spesso sono orgogliose di aver capito come va il mondo. Sono d’accordo! tante persone hanno proprio capito come gira il mondo e si comportano proprio come il mondo sta andando....ma non bisogna capire e seguire il mondo come va, bisognerebbe capire come il mondo DOVREBBE andare. Di certo non così. So benissimo che io da solo non cambierò molto, ma rispettatemi. Lasciatemi libero di scegliere la mia illusione e in grado di fare le mie scelte come smettere di fumare, eliminare la carne dalla mia dieta, avvicinarmi al buddhismo, tenere in macchina le cartacce e bottiglie di plastica invece di scaraventarle fuori dal finestrino, ecc. Almeno io credo di fare qualcosa, anche se di piccolo, ma è pur sempre una grande soddisfazione. Penso ci siano tre categorie di persone: - Quelle che sono vittime di informazioni sbagliate e fanno delle loro abitudini uno sbaglio inconsapevole. Forse non è tutta colpa loro. -Quelle che sanno come dovrebbe andare il mondo, ma se ne fregano e fanno tutto quello che fa la gente che crede di sapere come va ora il mondo senza fare nulla per cambiarlo. -Quelle che fanno anche il minimo per cambiare le cose… ma qualcosa fanno. Tutto sommato in questi dieci anni ho fatto il contrario di tanta gente, sono stato molto criticato da persone ipocrite dalla mente spenta, ma sono strafelice delle mie scelte, delle sfide che ho accettato e della decisione di avere comportamenti etici verso me stesso e gli altri. Ci sentiamo tra altri trent'anni con un'altra riflessione personale. :-)))) Le tre cause fondamentali per l'insoddisfazione e l'infelicitàIl Dharma,dottrina del Buddha, è descrittivo, non prescrittivo. Non ci dice come dovremmo essere; ci rivela come sono le cose in realtà. Secondo questa concezione illuminata , esistono tre cause fondamentali per l'insoddisfazione e l'infelicità. Si chiamano Tre veleni o Tre fuochi. Sono stati mentali tormentosi che talvolta vengono identificati con sentimenti negativi o conflittuali, e in sanscrito si chiamano kesha, cioè passioni insane. Primo veleno: ignoranza della verità Se dico che tu e io siamo ignoranti, quasi di sicuro sembrerò dogmatico e repressivo come un predicatore vecchio stile, abituato a minacciarci di essere eternamente dannati. Nel buddhismo il concetto di ignoranza si riferisce al problema antichissimo dell'illusione e della confusione. Fino a quando non raggiungiamo l'illuminazione, ignoriamo tutti, almeno in parte, la verità e non abbiamo il senso della realtà. Non percepiamo direttamente la verità delle cose come sono davvero, senza distorsioni o illusioni. Ci ostiniamo invece a vedere le cose come ci piacerebbe che fossero. Ci raccontiamo delle favole e viviamo nelle nostre fantasie. Secondo Veleno: attacamento A chi o a che cosa sei più attaccato? A una persona? A un oggetto? A un atteggiamento o a un modello di comportamento? Sei attaccato a qualche abitudine, a qualche modo di fare ripetitivo o addirittura compulsivo? Sei attaccato al denaro? Sei attaccato alla tua posizione sociale? Che ne dici dell'ambizione? Spesso gli attaccamenti hanno il sopravvento sulla nostra vita. E' come se fossimo posseduti da ciò che possediamo. Vogliamo il successo a tal punto da rinunciare alla vita reale; vogliamo le cose belle a tal punto da vedere solo le imperfazioni in ciò che abbiamo; ci attacchiamo cisì tanto agli altri che cerchiamo di dominarli o di possederli; ci attacchiamo così tanto a qualcosa o a qualcuno che ne diveniamo totalmente dipendenti, e ci dimentichiamo chi siamo. Inoltre il Dherma insegna che esistono due sottogruppi velenosi dell'attacccamento: orgoglio e gelosia. Siamo talmente "attaccati" ai nostri averei e ai nostri successi che essi diventano folte di orgoglio. L'orgoglio fa sì che definiamo noi stessi per mezzo dei nostri attaccamenti. Chi sono io? "Sono il presidente della società"; "Sono uno specialista di scienze umane"; "Sono la moglie del medico"; "Sono il miglior giocatore di baseball dell'isolato". L'orgoglio contribuisce ampiamente a rendere rigido il carattere: ci fissa al nostro posto, avvinghiandoci e intrappolandoci, mortificando il nostro flusso vitale di autenticità e di spirito. La gelosia, come l'orgoglio, è una componende della visione dualistica del mondo. "Lei ha qualcosa di più o di diverso da me. Voglio quella cosa". Oppure: "Sta cercando di portarmi via qualcosa. Non permetterò che ci riesca." Aggrapparsi all'orgoglio e alla gelosia è una manifestazione di attaccamento all'ego. Purificarsi dall'orgoglio e dalla gelosia è essenziale per risolvere, attenuare la nostra visione sbagliata della realtà, incentrata sull'ego, per portare armonia e riconciliazione nella nostra vita. Gli attaccamenti spesso esprimono le nostre compulsioni. Non fate confusione: quando parliamo di "attaccamento" come "veleno" incontrollato o "fuoco", non facciamo riferimento all'accettazione autentica e all'amore, che è altruista e libero da condizionamenti. Terzo veleno: avversione Avversione è una parola che significa antipatia. La ragazza di Giovanni lo ha lasciato per un suo caro amico:lui li detesta davvero entrambi. Il padrone di casa di Nicola continua ad aumentargli l'affitto: Nicola detesta sul serio gli avidi. Molto spesso l'avversione, l'antipatia, deriva dai nostri comportamenti frustranti. Maria è ansiosa e insicura quando è sola; odia sentirsi così. Ci contraria non ottenere quello che vogliamo; ci contraiano le esperienze sgradevoli. Quando l'antipatia aumenta, spesso si trasforma in collera, odio, ostilità. Di solito i tre veleni operano insieme per creare dolore: dal momento che ignoriamo la verità, pensiamo di poter essere felici appagando il nostro attaccamento verso una persona,un luogo, un pensiero, un sentimento. Veniamo inevitabilmente delusi, e di conseguenza nascono l'avversione, l'antipatia, o addirittura l'odio. Questo tragico ciclo si compie in moltissimi modi, dal più banale al più distruttivo. Quando vai al supermercato con l'idea di acquistare un chilo di pesche mature ma trovi soltanto pesche acerbe, e perciò sei visibilmente contrariato, stai lasciando che i tre veleni continuino a perpetuare cicli negativi nella tua vita. I semplici litigi fra innamorati e le colluttazioni fisiche più violente sono la manifestazione di questo ciclo, come anche le scaramucce di confine e le lotte armate fra nazioni. Penso che sarebbe utile aggiungere a questo frustrante gruppo di klesha un altro ingrediente o "veleno": la resistenza a cambiare. Come sanno bene gli psicologi (e i medici), abbiamo tutti la tendenza a resistere al cambiamento, soprattutto nei settori in cui abbiamo più bisogno di trasformazione. Freud ha spiegato in modo molto articolato che la resistenza al cambiamento in meglio è uno dei tratti distintivi della nevrosi. il fatto è che tutti tendiamo ad aggrapparci alle nostre abitudini negative e a schemi di comportamento irrigiditi. Continuiamo a tornare sui nostri passi; continuiamo a seguire gli stessi circoli viziosi. Non usciamo dai binari, dalle nostre aree di ristoro, anche quando non sono soddisfacenti. |
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